Novità

Il gioco come terapia alternativa non farmacologica
24 Ottobre 2016

Il gioco come terapia alternativa non farmacologica

Giocare fa bene a tutte le età e il gioco inteso come momento di ludico e di “ri-abilitazione” diventa fulcro delle nuove attività di animazione de La Quiete.

Il gioco, infatti, è un attivatore emozionale potentissimo durante tutta la vita  e quindi anche  per le persone anziane e per le persone anziane affette da diversi livelli di deterioramento cognitivo.

Ecco perché tra i progetti messi in campo per il 2016 dall'Asp di via S. Agostino si ritrovano proprio le attività ludiche che, attraverso il gioco, integrano interventi di  fisioterapia e animazione rivolte alle persone residenti.

Le nuove attività sono partite a giugno coneffetti nel benessere globale dei residenti. I giochi utilizzati per questo progetto sono dell’azienda specializzata Ol’boys, progettati ad hoc per gli anziani per stimolarne livello cognitivo, emotivo e motorio.

In Quiete stiamo investendo molto nella riorganizzazione delle attività dedicate ai residenti in un’ottica di approccio integrato multidisciplinare alla persona e di un'assistenza personalizzata su più livelli– spiega il vicepresidente Antonio Corriasvogliamo che questa struttura sia punto di riferimento nei servizi agli anziani anche nell’innovazione delle attività di animazione che ormai vanno ben oltre la partita a tombola della domenica o la visione di un film. Vedere i sorrisi e i miglioramenti dei nostri residenti che partecipano a questi momenti ludico-riabilitativi è una grande soddisfazione.”

Tipologia di gioco e gruppi di giocatori sono scelti attentamente in base a capacità, gusti personali e anche alla loro storia di vita per gruppi mai superiori alle 15-20 persone.

Sono tre i principali obiettivi dell’approccio ludico: divertirsi, attivare funzioni cognitive e attivare il movimento. Fare squadra, mettersi alla prova, gioire ed arrabbiarsi, tentare di barare, allearsi con gli altri: i giochi utilizzati (carte, memory, bocce morbide, coperte e pedane per la stimolazione, etc.) riportano a galla le emozioni dell’infanzia, i ricordi, attivano funzioni come l’attenzione e il calcolo e stimolano in modo naturale il gesto, anche quello più semplice come scartare una carta o lanciare un oggetto.

 

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