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La Quiete rappresenta l’Italia nel progetto europeo “Care for Carers”
13 Settembre 2017

La Quiete rappresenta l’Italia nel progetto europeo “Care for Carers”

La Quiete è l’unica struttura che rappresenta l’Italia nel progetto europeo “Care for Carers” che ha l’obiettivo di supportare chi assiste persone affette da demenza attraverso informazioni, materiale di comprensione della malattia e del suo decorso e strumenti di gestione a domicilio per chi ha i propri cari affetta da questa patologia.

Il progetto infatti è specificamente dedicato ai cosiddetti “caregivers informali”, ovvero la rete familiare e amicale coinvolta nella cura, persone che non hanno quindi né una formazione professionale né una retribuzione per il loro impegno quotidiano.

Il progetto porterà alla creazione di supporti di e-learning (un sito web dedicato multilingue con documenti consultabili, scaricabili e arricchiti di guide interattive e tecnologie "smart") che aumenteranno competenze e capacità di chi, letteralmente, “si prende cura” degli altri. 

Accanto all’Italia altre 5 nazioni europee: Regno Unito, Austria, Olanda, Svezia e Turchia che si incontrano durante l’anno: dopo la delegazione che ha visitato La Quiete nei mesi scorsi, il prossimo appuntamento è a fine mese a Linz in Austria. Durante questi incontri ogni paese e ogni struttura apporta il proprio specifico bagaglio di esperienza e professionalità: dalla demenza gestita in struttura residenziale come nella Asp udinese, alle cure domestiche, alla riabilitazione.

Il materiale informativo che sarà prodotto e pronto per la fine del 2018 avrà lo scopo di supportare i caregiver informali nella cura delle persone con demenza a domicilio nelle tre fasi della patologia: nella fase iniziale, nella fase intermedia e nella fase avanzata.

In Europa, infatti, si stima che al momento ci siano 7,3 milioni di persone affette da demenza: nel 2040 14 milioni di europei avranno una demenza con dei costi altissimi per la società.

Uno studio dell'Alzheimer Association del 2013 evidenzia come occuparsi di persone con demenza renda molto vulnerabili dal punto di vista fisico, psicologico, finanziario e obblighi ad una ristrutturazione nelle abitudini di vita quotidiana di tutta la famiglia che è coinvolta.

ARTICOLO DAL MESSAGGERO VENETO DEL 13 settembre 2017

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